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Vitamina D e sole: reintegriamola al meglio (contiene studi scientifici)

Vitamina D e sole: reintegriamola al meglio (contiene studi scientifici)

Il rapporto fra vitamina D e sole è sotto i riflettori, un po’ perché sta iniziando la bella stagione e anche perché questa vitamina, che in realtà è un ormone, è strettamente collegata al rafforzamento del sistema immunitario.

In un anno ancora incerto e dove proteggerci e proteggere i nostri cari è una scelta lungimirante, il rapporto vitamina D e sole merita infatti di essere approfondito.

Tutto ha inizio proprio con il sole, visto che l’organismo assimila solo il 10-20% della vitamina D con l’alimentazione e il resto viene prodotto quando ci si espone ai raggi solari.

Non stupisce che i numeri delle persone carenti di vitamina D siano più elevati che mai in questo periodo, perché lo stile di vita attuale ci porta spesso a trascorrere molto tempo in posti chiusi, che si tratti di casa o del posto di lavoro.

Nei mesi del lockdown e con le restrizioni dovute alla diffusione del Covid-19, il tempo speso all’aria aperta si è inoltre ridotto, complici anche le temperature poco favorevoli dell’inverno e di inizio primavera.

Non è quindi da escludere che ci sia una correlazione con i mesi trascorsi e la carenza di questo ormone, necessario al corpo per le sue molteplici funzioni, su tutte l’assorbimento del calcio e la sua fissazione sulle ossa.

25 studi scientifici in corso stanno inoltre confermando il ruolo che la vitamina D ha nei confronti del sistema immunitario, nonché della sua funzione anti-invecchiamento come ha dimostrato uno studio del Trinity College di Dublino.

L’astro più luminoso del cielo resta in ogni caso un punto fisso per quanto riguarda la sua produzione, quindi vediamo insieme il rapporto fra vitamina D e sole.

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Vitamina D e sole: quanto prenderne al giorno?

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Come reintegrare la vitamina D?

Vitamina D e sole: quanto prenderne al giorno?

donna che spalma la crema solare

Se si trascorre pochissimo tempo al sole e all’aria aperta, si può incorrere nel rischio di avere una carenza di vitamina D.

È inoltre importante considerare che dopo i 65 anni si genera solo un quarto di vitamina  D rispetto ai 20 anni, quindi l’esposizione controllata al sole è raccomandata soprattutto alle fasce di età più adulte.

Le donne sono inoltre più a rischio osteoporosi, malattia che rende fragili le ossa e che può verificarsi in seguito alla menopausa, con il cambiamento del metabolismo dovuto al calo degli estrogeni.

Gli esperti consigliano quindi di esporre tutto il corpo al sole almeno per 15-20 minuti almeno per tre volte alla settimana.

Questo perché il processo per produrre vitamina D ha bisogno dei raggi Uvb, che vengono assorbite dalle cellule della pelle.

È importante esporsi proteggendo il corpo, soprattutto e si vive in aree altamente inquinante o ad alto traffico.

In commercio ci sono ottime soluzioni protettive, dotate di filtri solari, quindi basta scegliere la formulazione adatta e impiagarla prima dell’esposizione.

Se i primi caldi si fanno sentire, è opportuno ripetere l’applicazione dei filtri con frequenza, soprattutto se si prende il sole per molte ore.

È quindi indispensabile evitare le ore più calde in estate e preferire il sole ‘buono’ ovvero quello del mattino presto e quello del pomeriggio dopo le 16.00.

Come reintegrare la vitamina D?

spinaci e carne bianca - vitamina D alimenti

La vitamina D può essere assunta attraverso il cibo: tuorlo d’uovo, pesce grasso (sgombro, salmone, sarde) e latticini sono gli alimenti che ne contengono in quantità maggiori.

Secondo diversi studi scientifici, la vitamina D può essere integrata anche attraverso la scelta di bevande vegetali a base di cereali e di soia ed è consigliato consumare le verdure verdi come spinaci, erbette e biete, perché ne sono ricche.

La vitamina D può quindi essere integrata con soluzioni apposite, ma spesso si tratta di bustine o pastiglie che, per essere assimilate dall’organismo, passano attraverso il tratto intestinale, dove devono affrontare la barriera dello stomaco.

Per questo la vitamina D colloidale pura è la soluzione già preferita da migliaia di persone in Italia e in diversi altri paesi del mondo, perché basta spruzzarla in bocca e viene subito assorbita dalle mucose orali, entrando rapidamente in circolo nell’organismo, dove può svolgere le sue funzioni benefiche.

La vitamina D colloidale pura è sicura, è un dispositivo medico CE, priva di qualsiasi controindicazione e perfetta da assumere in ogni momento della giornata, anche fuori casa grazie al suo comodo erogatore spray.

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Vitamina D e prevenzione al contagio

Vitamina D e prevenzione al contagio

Qual è il legame fra vitamina D e prevenzione al contagio da Covid-19?

L’Ansa ha recentemente battuto la notizia che nella strategia di prevenzione del contagio da Covid-19 è fondamentale assicurare valori del sangue adeguati di vitamina D3.

Questo perché la preziosa vitamina D è direttamente correlata a una aumentata risposta immunitaria. Scopri il legame fra vitamina D e prevenzione al contagio da Covid-19 in questo articolo di approfondimento.

La società scientifica Sis 118, ha documentato che nella strategia di prevenzione al Covid e anche ai primi sintomi in supporto alla terapia, serve associare vitamina D per supportare la difesa immunitaria del nostro organismo.

In particolare all’ospedale di Taranto è stato documentato come nella totalità dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta secondaria a polmonite interstizio-alveolare, si è riscontrato un deficit estremamente severo di vitamina D3, evidenziando la correlazione tra la gravità delle condizioni cliniche del  paziente e la mancanza della vitamina D.

fonte ansa.it salute e benessere, approfondisci qui:

link ansa.it

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Vitamina D e prevenzione al contagio secondo la Società Scientifica Sis 118

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Perché la vitamina D supporta il sistema immunitario

Vitamina D e prevenzione al contagio secondo la Società Scientifica Sis 118

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La vitamina D3 deve risultare presente in quantità adeguate nei valori ematici “in supporto alla terapia contro la malattia, nonché alla terapia della sindrome post-Covid, poiché la modulazione della risposta immunitaria della vitamina D contrasta la tempesta citochinica infiammatoria”.

Questo è quanto riporta la Società Scientifica Sis 118 sulla base della presa in carico di alcune centinaia di pazienti affetti da Covid-19.

La nota del presidente Sis 118 Mario Balzanelli prosegue: “Rimane centrale la necessità, clinica e gestionale, di impedire che i pazienti positivi al Covid, con sintomatologia respiratoria acuta, si deteriorino al domicilio sviluppando livelli di insufficienza respiratoria talmente gravi da risultare difficilmente responsivi alle cure intensive ospedaliere”.

La richiesta è frutto dell’analisi effettuata fra il mese di settembre e novembre 2020 presso la stazione 118 dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto.

“È stato documentato come nella totalità dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta secondaria a polmonite interstizio-alveolare, deficit estremamente severo di vitamina D3, tanto più marcato quanto più compromesse erano le condizioni cliniche”.

Il presidente ha quindi chiarito che la D3 è più di una vitamina, bensì un vero e proprio ormone che interviene  nella regolazione della risposta infiammatoria e nei meccanismi di protezione contro il danno polmonare acuto.

La vitamina D3 interviene quindi nella sindrome da distress respiratorio acuto e anche in tutti quei meccanismo di riparazione dei polmoni che sono stati colpiti da Covid-19, nonché nella prevenzione della fibrosi polmonare che può insorgere in fase post-Covid-19.

Perché la vitamina D supporta il sistema immunitario

Vitamina D e prevenzione al contagio

Nella vitamina D sono presenti un gruppo di pro-ormoni liposolubili: D1, D2, D3, D4 e D5.

Il corpo umano riconosce la D2 e la D3 e quest’ultima è maggiormente conosciuta perché fissa il calcio nelle ossa.

Ma questa vitamina va ben oltre come abbiamo appena letto, perché agisce com un ormone e regola vari organi e sistemi, svolgendo la sua azione modulante della risposta infiammatoria e lavorando per garantire la normale risposta del sistema immunitario.

Numerodi studi scientifici hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D3 sono associati a patologie gravi come il diabete, l’infarto e l’Alzheimer, quindi assicurarsi di integrarla è un’ottima scelta di salute di prevenzione.

Ma assumere la vitamina D3 con l’alimentazione non basta?

L’alimentazione fornisce in parte la vitamina D3, che si trova soprattutto nei pesci grassi come ad esempio il salmone, nel tuorlo d’uovo e nel fegato.

La vitamina D3 è anche nota come la ‘vitamina del sole’, perché l’esposizione solare ne promuove la produzione.

In inverno, quando la luce del sole scarseggia e non è possibile restare all’aperto per molto tempo, ma soprattutto se la dieta è disordinata o non si riesce ad assumere sufficiente vitamina D3, integrarla è la scelta vincente per rafforzare il sistema immunitario.

Questo perché oltre al rapporto tra vitamina D e prevenzione del contagio da Covid-19, è importante ricordare che la sua carenza può indurre disturbi come il mal di testa, fatica inspiegabile, perdita di forze e alterazioni dell’umore, ma anche dolori muscolari.

I rischi più severi di una carenza di vitamina D sono l’aumento della possibilità di contrarre, una maggiore esposizione agli attacchi esterni (Covid-19 compreso), l’aumento dell’incidenza delle malattie autoimmuni e una visibile difficoltà a guarire dalle ferite.

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L’argento colloidale contro il Covid-19 [EVIDENZA SCIENTIFICA]

L’argento colloidale contro il Covid-19 [EVIDENZA SCIENTIFICA]

L’argento colloidale contro il Covid-19 può servire a proteggerci? La Columbia University ha inventato uno spray che grazie alle molecole di argento aumenta la protezione al 100%. Ne ha parlato il biologo Angelo Vescovi durante la trasmissione Stasera Italia di Rete 4 condotta da Barbara Palombelli.

Sommario

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Argento colloidale contro Covid-19: la scoperta della Columbia University

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L'argento colloidale per proteggerci dal virus

 

Argento colloidale contro Covid-19: la scoperta della Columbia University

 
donna con mascherina

Il Covid-19 entra dal naso per distruggerci dall’interno. Esiste un modo per respingerlo o frenarlo?

A questa domanda ha risposto Angelo Vescovi, biologo docente di biologia cellulare all’Università Bicocca di Milano nel corso del programma Stasera Italia di Rete 4 condotto da Barbara Palombelli.

Vescovi ha parlato dello spray inventato dalla Columbia University, provato sugli ermellini e sui visoni perché sono animali che, purtroppo come noi esseri umani, prendono il virus.

Lo spray inventato dalla Colombia University funziona in una maniera semplicissima: si spruzza nel naso e agisce sul virus, non sull’ospite, bloccandone il funzionamento distruttivo.

Immaginiamo ora il virus che entra nel naso di un essere umano sia dotato di una chiave, che gli permette di ‘aprire’ le cellule e di crescere all’interno dell’organismo.

Lo spray della Columbia Universal blocca semplicemente questa chiave, in modo che il virus non possa più avere accesso: impedendogli di girarla e di sfilarla, così a quel punto non può più entrare.

Lo spray non è ancora distribuito, secondo Vescovi è in fase di approvazione e dovrebbe arrivare in breve tempo.

Nel frattempo, il biologo afferma che in questo momento abbiamo tutti a disposizione un virucida contro il Covid-19 che funziona bene: l’argento.

L’argento possiede infatti importanti proprietà virucide, fungine e battericide, quindi ora è il momento di impiegarlo per proteggerci dal virus e da molti altri agenti patogeni.

Come possiamo farlo? Assumendo la forma più semplice, efficace e sicura per il nostro organismo: l’argento colloidale puro.

L’argento colloidale per proteggerci dal virus

 
manager coperture keyman

L’argento colloidale puro di nostra produzione è una soluzione purissima perché l’oligoelemento è sospeso in acqua bi-distillata.

Il risultato è un prodotto assolutamente naturale e che puoi spruzzare direttamente in bocca o sul naso, perché così viene immediatamente assorbito dalle mucose e svolge la sua funzione protettiva in modo velocissimo.

La purezza e quindi l’efficacia dell’argento colloidale contro il Covid-19 e contro moltissimi altri tipi di virus e agenti patogeni è garantita da una filiera produttiva controllata in ogni singola fase e certificata, completamente realizzata in Italia.

I flaconi sono di Pet farmaceutico scuro, così la forma colloidale si mantiene protetta e il punto di forza è l’erogatore nozzler, che va dritto ‘al punto’ e permette di non sprecare nemmeno una goccia di prodotto, così puoi assumerlo in modo igienico e sicuro.

L’argento è considerato il più potente virucida, fungino, antibiotico e antibatterico conosciuto dall’uomo e oggi è un’arma che tutti abbiamo a disposizione per proteggerci dal Covid-19.

Questo perché l’argento non solo svolge solo la sua funzione protettiva, ma ci aiuta a combattere altre tipologie di virus e batteri che possono indebolire il nostro organismo ed esporci maggiormente al contagio.

Il tutto in una forma:

  • assolutamente naturale: l’argento utilizzato è di altissima qualità e puoi contare su un’elevata concentrazione, per un’efficacia maggiore;
  • purissima: l’argento colloidale puro non contiene residui o scorie che potrebbero renderlo inefficace o addirittura dannoso per l’organismo; assumi solo l’argento sospeso in purissima acqua bi-distillata;
  • efficace: come ha spiegato il biologo Vescovi nel corso del programma Italia Stasera di Rete 4, l’argento è un ottimo virucida, da utilizzare in questo momento per proteggerci e proteggere i nostri cari;
  • igienica: grazie al beccuccio nozzler l’erogazione è diretta. Sai che puoi contare sul tuo flacone di argento colloidale puro e su un erogatore che agisce in modo diretto, igienico e semplicissimo da utilizzare.

L‘argento colloidale contro il Covid-19 è un prodotto sicuro, naturale ed efficace. Protegge te e i tuoi cari e rafforza il tuo sistema immunitario. Acquistalo subito a questo link.

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